Il vizio

Vizio

  • Abitudine radicata che provoca nell’individuo il bisogno morboso di quanto per lui è o può essere nocivo: avere il vizio di bere, di fumare, di giocare; in senso attenuato, cattiva abitudine. Difetto.

 

Abbiamo chiaro un po’ tutti quello che dobbiamo fare per vivere bene: basta fare un po’ di attività fisica, mangiare sano, evitare quello che ci danneggia e non prendere le cose troppo sul serio.

Lo sappiamo, eppure ogni volta in ogni occasione ci facciamo trasportare e incatenare dalle nostre emozioni e dalle nostre abitudini finendo per fare sempre le stesse cose ovviamente, ottenendo sempre gli stessi insoddisfacenti risultati.

Tutto questo accade per un motivo molto semplice, perché siamo informati, ma non siamo consapevoli. Stiamo vivendo un sogno ad occhi aperti, ogni giorno ce la raccontiamo cercando di sembrare maturi, intelligenti e razionali fino a convincerci che ormai questa è la realtà e non possiamo farci niente.

Qual è la differenza tra essere consapevoli ed essere informati? Per aiutarvi a comprendere vi racconterò una storiella.

“Giovanni, che di lavoro faceva il dottore, aveva il vizio del fumo da ormai 25 anni. Fumava in pratica da quando era ragazzino e a volte arrivava a fumare anche più di un pacchetto al giorno. Giovanni era ben informato sui danni del fumo, del resto era un dottore. Eppure ogni volta che qualcuno gli ricordava quanto il fumo facesse male, lui rispondeva con una battuta ironica.

Giovanni aveva una moglie bellissima e 3 figli stupendi.

Un bel giorno Giovanni iniziò a sentire dei dolori atroci e inspiegabili al petto, per un po’ di tempo provò ad ignorarli ma poi si decise a farsi visitare da un suo collega. Fu così che scoprì che dentro al suo corpo si stava sviluppando un tumore.

Fu uno schiaffo terribile, che risvegliò Giovanni. Ora, non era solo a conoscenza dei danni che può provocare il fumo, ma ne era consapevole.

Da quel giorno Giovanni non toccò più una sigaretta.”

Cosa succede però quando anche se siamo diventati consapevoli, il vizio o la cattiva abitudine cerca di tirarci indietro? Come possiamo contrastarlo senza soffrire?

Semplice: evitando di contrastarlo, rispettando il nostro corpo senza cercare di prenderlo in giro.

Prenderò sempre il fumo come esempio. Usando il giusto atteggiamento, smettere di fumare è un piacere (per me è stato esattamente così); se invece cerchiamo di prenderci in giro come ad esempio usando delle sigarette elettroniche molto probabilmente dopo poco torneremo a fumare.

Perché razionalmente possiamo anche pensare che sia un ottimo sistema, ma a livello inconscio capiremmo benissimo che quell’atteggiamento non sostituisce tutti i “benefici” della sigaretta.

Stiamo solo cercando di resistere e questa è la prima regola per fallire. Se vogliamo smettere di fumare o liberarci di una qualsiasi altra abitudine dobbiamo concentrarci su come acquisire nuove abitudini benefiche e salutari non su come resistere e contrastare quelle che ci tormentano adesso.

Il metodo più efficace che conosco è quello del rimpiazzo. Senza rinunciare alla vecchia abitudine dobbiamo orientarci su altro. Quando siamo in astinenza dobbiamo trattare il nostro corpo o la nostra mente come un bambino capriccioso. Dobbiamo ingannarlo con furbizia e intelligenza.

Avete voglia di fumare perché siete stressati?

Soddisfate il “perché” senza ricorrere alla sigaretta. Invece di fumare fate una bella passeggiata, ascoltate della musica, cantate, fate un bagno caldo, meditate, ecc.

Il segreto è solo uno, trovate alternative che vi piacciono, che vi divertono, che vi danno gioia! Non cercate di resistere non cercate di prendervi in giro, orientatevi su altro.

È il modo più efficiente e piacevole per liberarsi da ogni genere di abitudine/vizio.

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